MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA’ N.2

1. Tirare fuori una cena rispettabile con fondi di dispensa.

2. Venire bene in una foto

3. L’istante in cui credo di essermi persa in una città, ma vedo un punto di riferimento, grazie Dio che mi hai salvato e non dovranno venire a riprendermi qui, giuro che non bestemmio mai più.

"Lost persons area "Elliott Erwitt, in mostra fino al 01-09 a Palazzo Madama, Torino

“Lost persons area” Elliott Erwitt, in mostra fino al 01-09 a Palazzo Madama, Torino

4. Riuscire a sedermi sui mezzi pubblici che credevo affollati.

5. Ritrovare un vecchio libro e ritrovarmi.

La genesi di un post

La genesi di un post

6. Quando finalmente finisco le raccolte punti e posso scegliermi il premio.

7. I post di www.vitadastronza.com

8. Rendersi conto che una persona usa spesso un tuo regalo.

9. La prima notte in cui dormi nelle lenzuola appena cambiate.

10. Rendersi conto che è giovedì, è mezzogiorno, è uscito esce l’Oroscopo di Internazionale. Leggerlo, inanellare bestemmie (avevo detto basta e invece) detestare Breszny.

è tutta colpa di Breszny

è tutta colpa di Breszny

entropia

Entropia è quella cosa per cui non si riesce a rimettere il dentifricio nel tubo

È anche il principio che regola la gestione dello spazio nel mio appartamento. Al minimo accenno di disordine, acquisto mal riposto, kg accumulato, non ci si sta più.

Per chi non lo sapesse, per anni ho vissuto con un’altra persona in una casa con molto più spazio di quanto potessimo permetterci e riempire. La lasciai per una serie di motivi (non ultimo, aver perso per strada l’altro occupante: fu la prima volta che morirono le piante) e mi trasferii in una casa tipo questa.

Non sono accumulatrice, semplicemente rispetto e amo gli oggetti al pari delle persone. Ma poiché mia madre mi ha edotto a 4 anni sul fatto che “non ci chiamiamo Onassis”, si tratta di articoli di limitato valore ma dal rapidissimo turnover. Per ospitarli e non finire qui, ho elaborato degli escamotages.

SCARPE.  Non sono una virtuosa, ma ne ho molte. Ovviamente metto sempre le stesse 4 o 5 paia, specie d’estate che con 30 gradi è subito mal di piedi e di vivere. Mi sono procurata all’Ikea le scatole semitrasparenti. Ho anche una scarpiera sul balcone, ma siccome all’idea delle calzature all’addiaccio mi si stringe il cuore, ci ho messo la differenziata.

viste di alcune ante di armadio, con effetto "foto di famiglia di The Others"

Ante di armadio, con effetto “foto di famiglia di The Others”

CINTURE E COLLANT. Ho allestito un ospizio verticale per i collant, il cui ingombro è ridotto ad un involtino primavera sufficiente a vederne il colore. Idem per le cinture, di cui ero fan ma che, con il progressivo allargarsi del mio punto vita, sono state declassate a mero strumento di piacere. Un’amica mi ha chiesto come sono questi contenitori ed io dico: sì, promuoviamoli e soprattutto sdoganiamoli dal triste reparto “arredo bagno” in cui i merchandisers Ikea sono soliti relegarli.

Non aprite quella porta

Non aprite quella porta

LIBRI. Se non volete riempirvi di mensole né potete permettervi questa, trovate su Ebay una soluzione cheap che si allestisce a mani nude. Un quesito ricorrente di chi la vede è “Ma scusa, estraendo un libro alla base, non crolla tutta la pila?”. Ed io a rassicurarli, che lo staff di Sintesi ha previsto delle sottilissime mensole automontanti. Poiché questa domanda mi è stata posta, a distanza di 3 giorni, da un laureato in astrofisica e dalla portinaia, deduco che le parodie di Crozza hanno ormai  compromesso la reputazione  di designer  e architetti presso tutti  gli strati della società.

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BIJOUX.  Andate dalla vostra prozia con i baffi e chiedetele dove tiene il set da cucito: le scatole salteranno fuori come funghi.

regali di amica speciale e nonna "speciale"

Regali di amica speciale e nonna “speciale”

Gli orecchini hanno trovato casa qui, grazie allo staff di Bin Fait (dial. piem. = ben fatto). Sono degli artigiani torinesi che trasformano vecchie cornici in porta orecchini, aggiungendo una retina ed elementi decorativi on demand. Li trovate nei mercati dell’artigianato,  qui oppure su Etsy. Ovviamente ne volevo uno con gli uccelli ma poi era davvero troppo ho comprato questo. Chiedete e faranno ciò che volete

Earring Organizer by Bin Fait modello “da preparare

Earring Organizer by Bin Fait modello “Linda”

VIVERI.  Poiché la stragrande maggioranza dei pack mi fa schifo, mi sono convertita ai  barattoli, che per carenza di spazio stanno sopra la cappa. Ogni volta che mi serve qualcosa nelle retrovie, salgo su una sedia in bilico sui fornelli accesi rischiando che la tuta in triacetato prenda fuoco, ma che volete, amo vivere pericolosamente.

robe di cappa

robe di cappa

PS. Al censimento mancano le borse, che tengo in orribili contenitori a rotelle sotto il letto. Siccome mi vergogno, e ne soffro, non ne voglio parlare e vi prego di non fare domande

santo subito

Oggi nella mia città si fa festa in onore del Santo Patrono. Non posso fare a meno di simpatizzare con Johnny Battista: la sua infanzia è stata funestata da una serie di traumi che avrebbero seduto chiunque. Figlio di genitori tardoni  e tendenzialmente over-apprensivi, la sua nascita era accompagnata da aspettative notevoli in quanto preannunciata da un angelo. Il tapino si gode appena sei mesi da protagonista, e poi gli nasce un cugino dalla Madonna e della Madonna, che in tempo zero mette in riga i sacerdoti nel tempio e diventa leggenda.

Non fu la vocazione, ma il complesso di inferiorità che lo spinse all’ascetismo e all’eremitaggio. Il poveretto sembrava aver trovato una sua dimensione: vagava nel deserto vestito da Sadhu, si nutriva di locuste, si era inventato un rito di purificazione nell’acqua del Giordano che aveva riscosso un certo seguito. Secondo me quando gli si presentò Jesus Salvatore a pretendere di essere battezzato anche lui, inanellò una sequela di bestemmie da far impallidire un contadino veneto, o persino lui.

Dedica poi il resto della vita a (s)parlare del Messia in giro per il Medio Oriente, finchè un giorno si fa prendere la mano, gli escono un paio di commenti infelici su quant’è mignotta l’amante del sovrano –vecchio trombone moralista, questa te la potevi risparmiare- et voilà la sua testa si trasforma in un cadeau per la figliastra del re, nota per le velleità doti coreutiche e per essere, diciamolo, un po’ zoccola anch’essa.

Testa di Giovanni Battista, 1507 circa, Andrea Solari, Museo del Louvre

Testa di Giovanni Battista, 1507 circa, Andrea Solario, Museo del Louvre

Milanesi, tenetevi il vostro santo intellettualoide e arraffone. Catania, venera pure quella figa secca di Sant’Agata. Un patrono così turbato, un martirio così splatter poteva toccare solo alla mia città.

PS Il mio spirito calvinista mi ha impedito di riposarmi davvero: infatti mi sono dimenticata di disattivare la sveglia. Non sarei comunque riuscita a santificare la festa, giacché mia madre mi ha chiamata di buon’ora per rimembrarmi che si pranza insieme e che nel pomeriggio sono stata reclutata per scortarla diosadove.

le piante stanno di nuovo morendo

Non è rilevante che sul mio pianerottolo ci siano la temperatura e la luce perfette. Non conta nulla che ogni venerdì mani amorevoli le nutrano con acqua e fertilizzante del Brico. Le piante stanno morendo.

Proprio come in quel novembre di due anni fa, quando l’altro occupante se ne andò e rimanemmo solo loro ed io. Forse non ero la roommate migliore della città, pasteggiavo a olive&parmigiano in pigiama (io, non le olive), le sottoponevo continuamente a playlist degli Smiths e tv spazzatura. Tuttavia la presi un po’ come un altro abbandono e mi risentii un po’. Brutte ingrate, vi forse fatto mancare l’acqua filtrata con la Brita? Dracaena, ti ho pure messo le supposte contro i parassiti, cos’è quel tronco secco? E tu, Spatiphillus, dopo che ti ho riscattato dall’Ikea e tagliato le foglioline imbruttite con la forbicina delle unghie, mi ti afflosci a tradimento. Ragazze, non si fa così! Siamo o non siamo una famiglia? Quante ne abbiamo passate insieme qui dentro? Le tavolate di 30 persone, le domeniche pomeriggio in giardino, le serate di Lost? Come motivatrice dovevo essere pessima perché son crepate tutte, una alla volta.

Qualche mese dopo avevo elaborato i lutti, casa nuova, vita nuova, piante nuove. Vi ho scelte e comprate, messe in quei bei vasi bianchi che fanno tanto Martha’s Vineyard. Ho anche mandato una lettera all’amministratore per chiedere una deroga al regolamento condominiale, per tenervi tutte insieme sul pianerottolo e non ammorbarvi con il fumo delle sigarette.

Non potete essere gelose per quella volta che ho comprato dei fiori recisi da mettere in tavola, non potete risentirvi per quelle 3 settimane di vacanze che mi concedo ad agosto, lo sapete che torno e magari ho dei regali, come quella volta che vi ho comprato le lavagnette per farci sopra i disegnini.

Come Eravamo

Come Eravamo

Non lasciamoci andare, ragazze. Dobbiamo stare insieme nelle difficoltà, gestire gli alti e bassi, perdonare le nostre debolezze e imparare ad essere felici lo stesso. Non siate stronze, non fate come l’amore che è arrivato, sembrava volesse stare e poi se n’è andato.

 

momenti di trascurabile felicità n.1

1. Imbattersi, durante uno zapping radiofonico disperato, in un oldie che non sapevi di sapere. Cantarlo sguaiatamente.

2. Preparare il perfetto masala chai, senza che diventi irrimediabilmente piccante, o pallido.

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Ovviamente piace solo a me. Poco male.

3. Dare una moneta agli artisti circensi che si esibiscono ai semafori (privilegio di vivere attaccata a questa).

4. Acquistare un indumento o accessorio senza provarlo, e scoprire a casa che mi sta bene.

5. Segnarmi i sogni importanti sul quadernetto appena sveglia, con una grafia intorpidita.

Sembra più un bestiario medievale

Sembra più un bestiario medievale

6. Ricordarmi i sogni a metà mattinata quando credevo di averli ormai dimenticati.

7. La parmigiana di melanzane.

8. I post di www.volevofarelarockstar.com.

9. Svegliarsi nello stesso momento della persona con cui stai dormendo.

10. Constatare che poco prima di Natale danno sempre “Piccole Donne”, “Il piccolo Lord” e “Una poltrona per due”. Vederli. Piangere.

Commozione forzata

Commozione forzata

PS ovviamente questi sono molto meglio