natale non sarà natale senza regali

“Natale non sarà Natale senza regali”, borbottò Jo, stesa sul tappeto. (Piccole Donne)

Jo, io l’ho capito che sei triste, che tuo padre sta al fronte. Che ti senti tagliata per scrivere romanzi e invece ti tocca fare la badante a zia March. Che volevi nascere uomo per fare l’esploratore e invece sei una signorina della Pennsylvania Orientale. Che tra un po’ ti muore la sorellina favorita. Ci sta questo pessimismo. Ma credimi, da quando ho smesso di fare i regali di Natale sto meglio.

Il mio unico grande regalo se lo becca lei: la bambina senegalese verso la quale ho incanalato il mio istinto genitoriale tre anni fa, insieme ad un caro amico. Me l’hanno scelta i ragazzi di Renken Onlus sulla base di alcuni importanti criteri: è infatti una delle creature più ribelli di Malika, come si evince dall’espressione da riformatorio di Mary per Sempre. Son già preoccupatissima, che a settembre andrà a scuola e dio solo sa quante sgridate si prenderà, per via di questo caratteraccio. Timori a parte, quest’anno ho riconfermato la mia scelta anche perché, in virtù delle mie conoscenze presso i piani alti di Renken Onlus, ricevo periodiche e dettagliate informazioni sulla sua quotidianità. Fatelo anche voi.

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A tutti gli altri, ho pensato di regalare del tempo. Quello necessario a scrivere a mano una lettera o un biglietto personalizzato. Del tipo grazie per essere così, ti auguro questo, vorrei che insieme facessimo quell’altro (pensavo di scriverne 3 o 4, ma poi mi è partita la mano e ne sono usciti 25: si vede che avevo tante cose da dire). A quelli cui spetta un dono di rappresentanza, regalo degli zuccherini digestivi prodotti e confezionati da me. Che hanno fatto la gioia di molti. La colf, ad esempio, credo se li sia subito ingollati tutti -incluso l’alcol a 95° e la stellina di anice- perché venerdì mi ha lasciato un ringraziamento strappalacrime sgrammaticato e tremolante, ha pulito demmerda e si è scordata di bagnare le piante.

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biglietti natalizi e zuccherini digestivi made in Gynepraio

Ma non bastava il pensiero? Assolutamente sì. Ad esempio, a voi-sapete-chi ho preparato un pentaregalo così cervellotico e simbolico che per pensarci e partorirlo ho speso più ore che euro. E NON HO ANCORA SCRITTO IL BIGLIETTO.

chi trova una colf, trova una colt

Niente, se volete un motivo per spararvi due colpi in bocca vi faccio chiamare dalla mia collaboratrice domestica.

C. Signorina buongiorno!
G. Buongiorno Colf, come andiamo?
C. Tutto a posto e niente in ordine, come a casa sua. Comunque volevo dirle che ultimamente la vedo molto bene: da quando ha lasciato quello là ha davvero un’altra faccia!
G. Allora sono 3 anni che mi vede bene…
C. Scherza? Son già passati 3 anni, mamma mia. Dai che magari questa è la volta buona: io l’ho notato che sotto il cuscino di destra c’è di nuovo quella maglietta azzurra, eh, non sono mica cieca…
G. Mi voleva dire qualcosa in particolare?
C. Ah sì, la volevo ringraziare per la marmellata che mi ha lasciato, è ottima e mia figlia ne va matta. E io lì a raccomandarmi, vacci piano che poi ingrassi! Gliel’ho mai detto che lei mi ricorda tanto mia figlia? Una bella ragazza, con l’aria sana, una 46 ben portata.
G. Ma io veram… Comunque, sua figlia ha trovato lavoro?
C. Oh, sì, ha trovato! Che vuole, si accetta quel che passa anche se lo stipendio non è il massimo. Ma è un lavoro impegnativo, di responsabilità, a contatto con il pubblico, un po’ come il suo.
G. Ma che bello! Di cosa si tratta?
C. Fa la commessa da Scarpe&Scarpe.
G.
C. Signorina?
G. Sì, sì, sono qui.
C. Bene, allora la ringrazio di nuovo e la saluto! Ah, no, ecco, mi fa trovare il liquido per lo scarico della doccia? Per favore, non la sottomarca dell’Esselunga ma il Niagara, l’originale, che solo quello scioglie le sue matasse di capelli. Se non riesce a comprarlo, stia tranquilla: per una volta lo frego alla baronessa, che il venerdì fino a mezzogiorno sono da lei. Tanto non se ne accorge, stordita com’è.
G. Dai, non dica così. Povera baronessa, in quell’appartamento gigante, sola con i suoi detersivi…
C. Sola coi suoi miliardi, vorrà dire. Guardi, piuttosto che da quella vecchiaccia io preferisco lavorare a a casa sua. Anche se fa sempre un freddo porco, lasci che glielo dica
G. Ha ragione, devo comprare le pile del termostato, continuo a dimenticarmene…
C. Cose che succedono quando non c’è un uomo in casa. Stia tranquilla, la baronessa ci presterà anche quelle.