sparigliamo

Tra due giorni è il tuo compleanno, tra tre giorni è il mio compleanno.
L’anno scorso, poco prima del nostro compleanno, eravamo andati a fare un weekend fuori porta ed era andata abbastanza bene ma non benissimo, ci eravamo detti delle cose importanti su di noi e su di te che io non sapevo di sapere.

L’anno scorso, il nostro compleanno fu bene ma non benissimo perché tu eri triste: siamo stati qui e non abbiamo fatto niente se non cenare fuori e scambiarci regali. Tu non hai voluto celebrazioni speciali, perché eri triste e demotivato. Io ti ho detto “Ma perché, forza, è solo una serata” e tu mi hai detto “Quando sarai tu a compiere 39 anni, ne riparleremo”. No ho più ribattuto, ma ti avrei organizzato un party a sorpresa, una adunanza sindacale, un flash mob, qualsiasi cosa fosse servita a renderti più felice.
Ma tu hai detto no, e allora ho solo cercato di essere allegra anche per te e ti ho solo comprato dei bei regali. Uno di essi, la bicicletta, era davvero benissimo, mica solo bene, infatti te l’hanno rubato poco dopo.

La settimana dopo il nostro compleanno era Pasqua, tu sei tornato dalla tua famiglia. Io a Pasquetta sono andata a sciare e mi sono divertita da morire, ma poi nel pomeriggio mi sono incrinata una costola. Insomma, anche lì, bene ma non benissimo.

Ma la costola e una bici rubata non erano niente, rispetto a quello che è venuto pochi giorni dopo Pasqua, che era poco dopo i nostri compleanni, che era poco dopo un weekend dove mi hai detto molte cose importanti, e sei mesi prima che io te ne dicessi altrettante.

Allora quest’anno rimescoliamo le carte. Facciamo che il weekend del compleanno lo fai a casa con la tua famiglia e io con gli amici. Che non si fanno festeggiamenti speciali, perché quest’anno non ne ho voglia io, ok? E quando sarai tu a compiere 32 anni, ne riparleremo. Quest’anno Pasqua cade un bel po’ dopo i nostri compleanni e comunque di sciare non se ne parla perché non c’ho una lira. Facciamo anche che fuori porta ci andiamo a maggio, e non nel fine settimana, anzi mi prendo 4 giorni di ferie infrasettimanali. Facciamo così, sparigliamo, e niente brutti scherzi quest’anno.

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cosa mangiamo per cena

Amore, io lo so che sono bassa e non ho i capelli corti né rossi. Mi spiace averti sempre accolto in casa con l’eleganza di un’insegnante di yoga in pensione. Ammetto anche la mia manifesta inferiorità musicale, letteraria e cinematografica. Però, scusa, tutte le vecchie canzoni che conosco a memoria? Anche quelle di supernicchia, con autori e anni, che sembro Valentina di Sarabanda.

Ah, è vero che ti dà fastidio questo mio mangiare troppo voracemente, con l’espressione da profuga cecena, ma io davvero ho sempre fame di tutto! Troppa mamma, troppo papà, dici? Anche troppi amici, troppi rapporti, sto sempre attaccata al telefono a sentire/scrivere/dare opinioni. Hai ragione, sono poca ambiziosa, ma lo sai che il lavoro per me sono solo altre 8 ore per sentire/scrivere/dare opinioni.

Sono una pessima sportiva. Anzi, te lo confesso finalmente, quando mi sono incrinata la costola cadendo dallo snowboard non era per il ghiaccio: è perché stavo facendo la splendida. Però sono forte e porto sempre i pesi da sola. Hai veramente intenzione di tirare fuori ‘sto fatto che compro gli oggetti inutili? Ma dai, non sono così attaccata alle cose! L’altra volta mi hai rotto il vaso dei marshmallow ma io mica me la sono presa. Se vuoi, il gatto giapponese lo butto, figurati, anche se mi dispiace perché a suo modo mi fa compagnia. Tac, tac, tac, tac.

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Mi è venuta una idea, sai? Ci compriamo una casa gigante, così ognuno ha la sua stanzetta dove possiamo stare quando non abbiamo voglia di avere nessuno tra i piedi. Nella mia mettiamo il gatto giapponese, nella tua il decoder così quando vuoi guardare le Juve, bestemmiare e intossicarti di liquirizie Haribo srotolate non ti senti in soggezione davanti a me. Anche il tuo computer nuovo. Anzi, prima imparo a usarlo io, che sono più brava, e poi ti insegno i trucchi.

Ti lascio anche un bagno tutto per te, così puoi disseminare peli come Pollicino e pisciare a ramengo, senza che io debba ripassare con la spugnetta. Ti taglio i capelli una volta al mese, ho anche la mantellina originale Kérastase. Ok, va bene, niente mantellina.

Fumo solo sul balcone, sono d’accordo anche io. Smettere proprio? Mi pare tu ti stia allargando. D’inverno teniamo 23 gradi, che tu ti ammali per un nonnulla. Starò in maniche corte, che problema c’è. Sul condizionatore mi permetto di insistere, però.

Nel soggiorno ci mettiamo il mio divano e la fonovaligia. Che bei regali inutili che ti faccio, eh! Servirà una libreria gigante: io su quella non risparmierei, però. Niente Ikea, oltretutto come bricoleur facciamo pena.

Ci vuole una cucina bianca e grande così se vengono le mie amiche ci chiudiamo lì dentro. Magari ogni tanto ti cucino un dolce. Con le mele, senza cioccolato. Non attaccare con le paranoie che ingrassi, massimo una volta alla settimana. Quando voglio io, quando me la sento. Non ti chiederò mai cosa mangiamo per cena.