everything is possible in India

Quando sono arrivata a New Delhi, un tassista guercio mi ha portato a bordo di un Apecar dall’aeroporto all’ostello dove mi aspettavano da 2 giorni i miei compagni di viaggio. Gli ho chiesto se era possibile fumare e lui mi ha risposto “Everything is possible in India”. Aveva ragione.
Animal House. Ho visto un esercito di 12 scimmie distruggere nottetempo un roof-top bar di Varanasi per puro dispetto, topi trattati come divinità e coppiette bovine che pomiciavano sul lungo fiume.

animali

(Dirty) finger food. Una spruzzata di curry e passa la paura. Un frittino alle 7 del mattino e la giornata di sorride. Un’aggiunta di oppio allo yogurt e la serata prende tutta un’altra piega: una stanza diventa un cinema, Pushkar diventa Goa e la tua amica un angelo del Signore.

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Una faccia, una razza. Condividiamo la stessa passione per le rappresentazioni kitsch, per i pic-nic pantagruelici, per il gioco d’azzardo.

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Grandi lavoratori. In India ci sono mestieri dimenticati, come le belle lavanderine del Gange, le sarte, i barbieri. Anche gli studenti del Dams si danno da fare.

professioni

Un popolo saggio. Si può trovare buon senso e sapienza ovunque, specialmente sui lunotti posteriori.

suggerimenti

Non manca la cavalleria. Ho rimediato il numero di telefono di un Sadhu, gli applausi di giovani pellegrini e un invito a cena dall’indiano con i capelli rossi, indiscutibilmente il più carino.

uomini

Lo yoga è ovunque. All’alba, su un vagone di seconda classe, sembra che un anziano stia russando ma in realtà sta facendo respirazione Ujjayi. Ohm Shanti.

yoga

Il mio senso del grottesco e il gusto dell’orrido non rendono assolutamente giustizia alla bellezza e alla complessità dell’India e delle sue persone. Se volete dettagli sull’itinerario, se vi serve la Lonely Planet, se vi piacerebbe preparare il Masala Chai, sapete dove scrivermi. Invece il driver Zainul detto Khan lo trovate qui.

I SILLOGISMI APODITTICI SECONDO GYNEPRAIO. “Ehi ehi ehi, tu non ami i travel blog e i travel post, l’hai scritto qui!!!!” Sì, lo so. Ma si è parlato di viaggi solo perché oggi parto alla volta della perfida Albione con una amica speciale per andare a trovare un’altra amica speciale. “Edimburgo e Newcastle, in così poco tempo? Impossibile, cosa credi di vedere in 3 giorni di cui almeno 2 passati a capire come attraversare?” ha giustamente chiesto mio padre. Ma alla fine, se tutto è possibile in India, non vedo perché non dovrebbe esserlo in Gran Bretagna.

Gynepraio goes East

Nel caso in cui vi stiate mangiando le unghie fino alle nocche dall’ansia di sapere dove vado quest’estate, sciolgo subito il dubbio dicendovi che vado in Indonesia dal 27 luglio al 20 agosto. Difficilmente potrei annunciarlo con meno entusiasmo, ma dietro il mio dito (seppur grassoccio) non riesco a nascondermi: IO VOLEVO FARE ALTRO.

Il mio sogno era andare in Messico a caccia di chupacabras con il mio non-più-innamorato, ma avendomi costui scaricato ho scartato la meta: ad ogni cucchiaiata di chili avrei pensato a lui e SO che avrei fatto una pessima fine. Mi sarei fidanzata per ripicca con un narcotrafficante, o avrei finito con l’unirmi ad una compagnia di Mariachi.

Occorreva una decisione rapida, era luglio, mio padre mi invitava a levarmi dai piedi che il prossimo step è il TSO (sic), tutti si erano già organizzati con i loro apparentemente-ancora-innamorati. E’ lì che sono partiti gli incubi, colorite rielaborazioni della mia fervida immaginazione diurna.

  • parto con Avventure nel Mondo, ma ammorbo il gruppo con il racconto delle mie tristi vicende ben prima dell’imbarco. Di comune accordo, mi abbandonano senza passaporto al terminal, dove finisco i miei giorni sola e apolide.
  • Passo le ferie a Torino, faccio l’abbonamento multi ingresso alla piscina comunale e mi copro di verruche incurabili. Non contenta, do il bianco in casa il giorno di Ferragosto vestita come lei.
  • Mi lascio consumare dall’inedia sperando che il marrano rinvenga il mio corpo -finalmente magro- e muoia anch’egli di pentimento, ma invero lo ritrovano gli addetti dell’Ufficio Riscossione Canone RAI.

Dovevo fare qualcosa prima che la profezia paterna si realizzasse. Dopo un rapido censimento delle persone disposte a partire con me che non fossero coppie, mia madre o un paio di ex fidanzati ai quali non mi sento di dare altre chance, è arrivata l’illuminazione. C’era lei. L’unica persona al mondo sulla cui tenuta psicofisica scommetterei il mio ultimo dollaro: gestisce i contrattempi, dorme ovunque, parla coi muti ma soprattutto ha un’eccezionale flora intestinale (mi spingo a dire: migliore della mia). Oltretutto, soffrendo di un’inspiegabile fobia per i pesci, comprende e non giudica il mio terrore delle rane. Ridete, ridete, che l’Indonesia brulica di rane&pesci e in questi casi bisogna fare fronte comune. Amica, so che mi leggi: non temere, troveremo barriere coralline senza pesci e foreste pluviali senza rane, e gliela faremo vedere ai nostri detrattori.

Investita parte della quattordicesima in un biglietto Emirates, ho dovuto subito stilare una checklist per rilassarmi. Per ora ho comprato Lonely Planet (spessa quanto la Bibbia a fumetti dei testimoni di Geova), fermenti lattici per sostenere la mia flora, lampadina da minatore per leggere al buio, panama. Il resto ce l’ho, si tratta solo di trovarlo.

lampada lettura- Decathlon, panama-H&M, guida-Lonely planet, fermenti lattici-Equilibra

Lampada lettura- Decathlon, panama-H&M, guida-Lonely planet, fermenti lattici-Equilibra

QUESTIONI TUTTORA IRRISOLTE. Una non può far tutto da sola, per cui prometto kitschissimi souvenir balinesi a chi mi dirà:

  • cosa fare durante un forzato scalo di 12h a Dubai
  • cosa leggere: porto solo il Kindle e ho la concentrazione di una coccinella
  • quali comportamenti evitare per non finire così