tu prova ad avere un mondo nel cuore

e non riesci a esprimerlo con le parole (F.D.A)

Chissà che fine fanno la cura, l’attenzione nel fare le cose. Si rifugiano in quello stesso luogo dimenticato dove giace la voglia di lavorare e risparmiare per un futuro migliore, fare l’albero di Natale, cambiare le lampadine fulminate e andare in piscina alle 7 del mattino.

Sarà che è appena nato un bambino nuovo, che non è mio ma un po’ anche sì, perché sapevo che era maschio e come si chiamava ben prima dei suoi genitori. Beato te bambino con le fossette, che sei già lungo 53cm, praticamente come me a due anni. Altezza mezza bellezza, energia sessuale da Scorpione di seconda decade, insomma strada spianata e vai tranquillo. Sarà che sabato notte ho sognato che ero a Dolceacqua -uno dei posti più belli del mondo, quel mondo che sta nel mio cuore- e avevo una casa con una verandina sul fiume dove vivevo con un uomo che somigliava un po’ a mio padre e un po’ a un altro, ma poi quando mi sono svegliata nel letto fortunatamente c’era l’altro e non mio padre, e mi sono sentita molto sollevata oltre che eccitata.

Comunque, domenica mattina ho ritrovato del tacchino archiviato in freezer da tempo immemore e dei peperoni gialli regalati da mia madre (“prendili, faranno colore in mezzo a muschi e licheni”) e per la prima volta in 5 mesi ho tirato fuori un pasto normale.

One small step for a woman, one giant leap for Gynepraio. Siamo tutti -dove con “tutti” intendo io e il gatto giapponese a pile- in speranzosa attesa che mi torni la voglia di cucinare anche per mia madre, per mio padre, per l’altro, per il bambino che è nato quando masticherà, per quelli che mi hanno dato da mangiare mentre io mi cercavo il mondo nel cuore. Magari così mi tornano anche le parole.

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le chat noir

La retrospettiva delle peggiori conversazioni online, iniziata qualche settimana fa, si è recentemente arricchita di nuovi elementi, di inquietanti contaminazioni oniriche, di pericolose sfumature esoteriche.

Sì, ma erano lisci. Tempi lontani, quelli in cui si sognava il principe azzurro. Adesso la tua amica sogna te, trasformata in un fenomeno da baraccone: per di più si premura di dirtelo e magari tirare fuori due numeri da giocare. Sapendomi addicted dell’anticrespo, essa però mi consola perché i peli “erano lisci”.

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Ci devo pensare. Due giorni dopo mi sono però vendicata infrangendo il suo sogno, cioè di intraprendere una attività sportiva che preveda un minimo di coordinamento e grazia, nonostante la ridondante promessa di “sudare come una vacca”.

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L’ormone primavera. Se in un giorno dal clima temperato te la senti di vestirti da contadinella bavarese e girare la città in bicicletta con espressione beota, sicuramente incrocerai un’amica ancora più scema di te. Ed è subito panico: dove mi hai vista?

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Mago do Nascimiento. Si osserva una certa ricorrenza della magia  tra le tematiche più affrontate. Ne proponiamo due declinazioni: partner che appaiono e scompaiono come David Copperfield, amici che propongono interventi salvifici con la loro bacchetta magica.

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Solidarietà femminile. In chat si tessono alleanze. Qui ne è stata appena creata una contro un’innocente e ignara ragazza. Le si rimprovera il bell’aspetto, ma soprattutto il talento musicale (notare il doppio bleah). Perché amicizia vuol dire cantare all’unisono l’identica canzone e rosicare per le stesse cose.

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Dulcis in fundo. Il comitato UMG (Un Marito per Gynepraio) fondato da mia madre annovera alcuni membri onorari che, periodicamente, sostengono di aver trovato il tipo giusto per me.  Sanno che sono astuta come una faina e tentano disperatamente di scalfire la mia diffidenza con trucchetti da agente Tecnocasa  (“era nerd ma ora non più”=”l’ascensore c’è, ma non arriva al suo piano”).

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